La spedizione di Crocco e Borjes

IL TENTATIVO DELLA GUERRA LEGITTIMISTA

Nel novembre 1861 si compì una delle più violenti scorrerie della guerra del brigantaggio. Protagonisti assoluti furono Carmine Crocco, il più famoso tra i briganti del tempo, e l’ufficiale catalano José Borjes.

Partendo da Castel Lagopesole, frazione del comune di Avigliano, le bande brigantesche assalirono diversi comuni di quelle che Carlo Levi definì le «desolate terre di Lucania». Intrecciando storia e memoria letteraria, il presente itinerario vuole guidare il turista in alcuni dei paesi più caratteristici della Basilicata, in quella terra ricca di storia e di mistero, alla scoperta di patrimoni artistici, naturalistici, religiosi e di tradizioni popolari ancora vive.

Carmine Crocco, tra i più famosi briganti postunitari, e il generale catalano José Borjes furono protagonisti di una delle vicende più note di quella che viene definita “guerra del brigantaggio”.

Sul finire dell’ottobre del 1861 il generale spagnolo, inviato nel Mezzogiorno con l’obiettivo di dare una guida militare al movimento legittimista borbonico che era ancora presente nelle province meridionali, si incontrò con il brigante Carmine Crocco nei boschi di Lagopesole. Dopo un vivace confronto – che sarebbe risultata una costante del loro rapporto nel corso della breve collaborazione militare – i due predisposero il loro piano di azione.

Così, sul finire di ottobre, la massa degli armati di Crocco e Borjes discese dal massiccio boscoso del Vulture e si portò nella valle del Basento. Primo paese ad essere attaccato fu, il 3 novembre, Trivigno: dopo oltre due ore e mezza di battaglia, fu conquistato e messo a ferro e fuoco. Fu poi la volta di Calciano, Garaguso, Salandra, Craco, Aliano: ovunque la violenza dei briganti si manifestò con saccheggi nei paesi occupati.

Mentre l’esercito dei briganti proseguiva la sua marcia, le truppe italiane, venuti a sapere che questi erano stanziati ad Aliano, decisero di affrontarle in campo aperto ad Acinello, presso Stigliano. Qui, il 10 novembre, i due eserciti si scontrarono.

Sconfitte le truppe, i briganti ebbero la strada spianata verso Stigliano, paese in cui entrarono lo stesso 10 novembre.

Lasciata Stigliano, i briganti si mossero verso Cirigliano, Accettura e Grassano. Di sorpresa, la banda attaccò e conquistò San Chirico, puntando verso Vaglio, a pochi chilometri da Potenza, vero obiettivo della marcia guidata da Borjes e Crocco. A Vaglio, tuttavia, i briganti furono costretti ad una strenua lotta, al termine della quale riuscirono a saccheggiare il paese. L’arrivo di nuove truppe e il fallimento della rivolta che doveva scoppiare a Potenza, che avrebbe dovuto favorire l’ingresso dei briganti nel capoluogo lucano, costrinsero Crocco a cambiare obiettivo.

Abbandonata l’idea di conquistare Potenza,  briganti ripiegarono verso Pietragalla, dove trovarono una strenua resistenza: l’arrivo di milizie da Acerenza e Forenza contribuirono alla sconfitta delle truppe brigantesche, che si ritirarono verso Lagopesole. Da qui, il 19 novembre, Crocco, contro il parere di Borjes, cercò di entrare, inutilmente, ad Avigliano.

Qualche giorno dopo, il 21 novembre, mentre i contrasti tra Crocco e Borjes iniziavano a manifestarsi con più forza, la marcia dei briganti riprese da Lagopesole in direzione della frazione di Sant’Ilario, presso Atella. Il 22 novembre venne conquistata e saccheggiata Bella; l’incursione proseguì, quindi, verso Muro, Balvano e Ricigliano. Il 26 novembre, da Ricigliano, la banda si mosse verso Pescopagano: ma qui, il sopraggiungere di nuove milizie italiane, costrinse Crocco a ripararsi nei boschi di Monticchio e a sciogliere le bande.

Borjes, invece, tentò di raggiungere inutilmente Roma, dove risiedeva la corte borbonica in esilio; ma l’8 dicembre 1861, presso Tagliacozzo, fu catturato dalle truppe del maggiore Enrico Franchini e fucilato poche ore dopo.

  1. Monnier, Notizie storiche documentarie sul brigantaggio nelle province napoletane dai tempi di fra Diavolo sino ai nostri giorni aggiuntovi l’intero Giornale di Borges finora inedito, Firenze, Barbera, 1862
  2. Crocco, Come divenni brigante, Melfi, Tipografia Greco, 1903.
  3. Pedio, La Basilicata nel Risorgimento politico italiano: 1700-1871: saggio di un dizionario bio-bibliografco, Bologna, Forni, stampa 1975
  4. Molfese, Storia del brigantaggio dopo l’Unità, Milano, Feltrinelli, 1979, 5a ed.
  5. Lupo, Il grande brigantaggio. Interpretazione e memoria di una guerra civile, in Annali Storia d’Italia, XVIII, Torino, Einaudi, 2002, pp. 465-502
  6. Lupo, L’unificazione italiana. Mezzogiorno, rivoluzione, guerra civile, Roma, Donzelli, 2011
  7. Cinella, Carmine Crocco, Pisa, Della Porta, 2016;
  8. Pinto, La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870, Bari, Laterza, 2019

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