Carmine Crocco

Carmine Crocco nacque a Rionero in Vulture il 5 giugno 1830 da Francesco e da Maria Gerarda Santomauro. Pastore, fu arruolato nell’esercito napoletano nel 1848, salvo disertare nel 1852. Negli anni successivi iniziò ad avere i primi contatti con i fuorilegge, costituendo una banda dedita ai furti e alle rapine. Arrestato, il 12 ottobre 1855 fu condannato a 19 anni di carcere. Nella notte tra il 12 e il 14 dicembre 1859 evase dal bagno penale di Brindisi, nascondendosi tra i boschi di Lagopesole e di Monticchio.

Nel 1860, nella speranza di un’amnistia per i suoi reati, aderì al movimento insurrezionale e si unì all’esercito garibaldino. Non avendo, però, ottenuta la grazia promessagli, fu emesso il suo mandato di arresto. Crocco tentò la fuga, ma il 27 gennaio 1861 fu sorpreso a Cerignola e condotto nuovamente in carcere. Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 1861 evase dalle carceri di Cerignola con la complicità del capitano di quella Guardia Nazionale, Federico Paolicelli, presso il quale erano intervenuti i Fortunato di Rionero.

Nuovamente libero, protetto dai Fortunato e dagli Aquilecchia di Melfi, Crocco, presi accordi con gli esponenti del movimento borbonico, e con una numerosa banda alle sue dipendenze, diede avvio alla reazione brigantesca in Lucania, diventando la principale figura del brigantaggio.

Dopo la sconfitta del 25 luglio 1864 sciolse la sua banda, mentre lui cercò di riparare nello Stato Pontificio, dove sperava di ottenere protezione.

Arrestato dalle autorità pontificie nel 1864, preso in consegna dalle truppe italiane nel 1870, fu tradotto a Potenza. L’11 settembre 1872 la Corte d’Assise di Potenza lo condannò a morte, con l’accusa di numerosi reati; la pena, con decreto reale del 13 settembre 1874, gli venne commutata in quella dei lavori forzati a vita. Conclusa la sentenza, Crocco venne prima assegnato al bagno di Santo Stefano e poi al carcere di Portoferrato, dove morì il 18 giugno 1905.

Progetto FODOSA

finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POR Campania FSE 2014-2020

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Dipartimento di Studi Umanistici

Si ringrazia VIP COMPUTER di Vincenzo Petrizzo di Padula.

Responsabile progetto: Ermanno Battista