Andretta

Piccolo paese irpino, posto su una collina che domina sulla valle dell’Ofanto

La frequentazione del territorio comunale di Andretta è remota, e riccamente documentata da un punto di vista archeologico, con reperti distribuiti tra tutte le varie Contrade che costituiscono il territorio comunale.

Andretta è un piccolo borgo fortificato fondato, nella metà del VI secolo d.C., dai Bizantini. Quando i Longobardi si stanziarono nel territorio di Conza, intorno al castellum di Andretta sorsero le prime abitazioni, che originarono l’antica “Cittadella”, nome con il quale Andretta era ancora chiamata per tutto il XVII secolo. Conquistata dai Normanni, Andretta dipendeva dall’universitas di Conza.

Gli abitanti di Andretta parteciparono attivamente alle rivoluzioni giacobine del 1794 e del 1799, nonché ai moti del 1820. Il paese ha dato i natali al sacerdote liberale Antonio Miele (1813-1863), deputato al Parlamento italiano del collegio di Lacedonia nel corso della VIIIa legislatura e, soprattutto, a Francesco Tedesco, più volte ministro del Regno tra il 1903 e il 1920.

Dell’antico castello costruito dai Normanni non vi sono tracce. Si può tentare di individuare l’area su cui sorgeva dai resti di alcuni tratti della cinta muraria ancora visibili ed oggi inglobati nelle abitazioni. Anche il campanile della chiesa, distaccato da essa, risulta essere stato edificato su un basamento di una torre quadrata.

L’attuale impianto della Chiesa di Santa Maria Assunta differisce da quello originario. Già nel 1685, stando alla Cronica conzana stilata dal vicario generale dell’arcidiocesi di Conza le condizioni dell’edificio risultavano disastrose. Il colpo di grazia arrivò dai terremoti del 1694 e del 1732, che distrussero quasi completamente la struttura. Si decise, così, di riedificare la chiesa, ampliandola. I lavori si protrassero nel tempo e la chiesa poté aprire soltanto nel 1820. All’interno della chiesa madre, dei quattro altari presenti, il maggiore, in marmo policromo, è sovrastato da una statua lignea della Vergine. Lungo le navate sono presenti sette cappelle con sepolture. Si conserva anche un coro ligneo settecentesco.

La chiesa dell’Annunziata che oggi si presta all’osservazione del visitatore, risalente al XVIII secolo, è difforme dall’edificio originario, a causa dei numerosi lavori di riammodernamento conosciuti nel corso dei secoli. Affiancata alla chiesa è un campanile: la sua presenza costante nella storia della chiesa, ha fatto presupporre che la chiesa dell’Annunziata abbia svolto, nei tempi passati, la funzione di chiesa madre del comune. Su tale campanile, nel 1894, anno in cui furono portati a termine dei lavori di ristrutturazione della torre campanaria, è stato posto un orologio, sostituito nel 1962 con un orologio elettrico. All’interno, a tre navate, sono conservati diversi altari marmorei, un coro ligneo settecentesco, una statua della Madonna ed alcuni dipinti.

Nei locali al piano terra del palazzo del Municipio è allestito il Museo della Civiltà Contadina e artigiana, che è un’importante testimonianza di un mondo che lentamente va scomparendo. (https://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Luogo/MibacUnif/Luoghi-della-Cultura/visualizza_asset.html?id=150380&pagename=57)

 

Progetto FODOSA

finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POR Campania FSE 2014-2020

unione europea
repubblica italiana

Dipartimento di Studi Umanistici

Si ringrazia VIP COMPUTER di Vincenzo Petrizzo di Padula.

Responsabile progetto: Ermanno Battista