Alfonso La Marmora

Alfonso La Marmora è stato uno dei più importanti militari e politici del Regno di Sardegna e del Regno d’Italia. Tra i principali protagonisti delle vicende risorgimentali italiane, il suo nome è legato ad alcuni dei più importanti eventi della storia italiana: dalla rivolta di Genova del 1849 alla giornata dell’Aspromonte, dalle conseguenze della Convenzione di Settembre alla lotta al brigantaggio.

Fu proprio La Marmora ad essere inviato dal governo Ricasoli, nell’ottobre 1861, a prendere il comando del 6° Corpo d’armata a Napoli, che estendeva la sua giurisdizione su tutto il Meridione e che aveva lo scopo di fronteggiare il brigantaggio. La Marmora fu tra i primi a comprendere che i soli mezzi militari erano insufficienti per sconfiggere i briganti e che sarebbero stati necessari anche interventi politici. Ad esempio sensibilizzò sia il governo italiano che quello francese sul ruolo che lo Stato Pontificio ricopriva nel difendere il brigantaggio.

La Marmora avviò una dura lotta contro il brigantaggio. Decise di suddividere il territorio posto sotto la sua giurisdizione in zone e sottozone, ognuna delle quali posta al comando di un ufficiale che veniva spronato da La Marmora a prendere iniziative vigorose contro i briganti.

Fra i più importanti successi riportati nel periodo La Marmora ci fu la cattura dell’ufficiale catalano José Borjes, catturato e fatto fucilare dai bersaglieri l’8 dicembre 1861 presso Tagliacozzo.  

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