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Basilica dello Spirito Santo

La storia

Lungo la via Toledo, di fronte al Palazzo Doria d’Angri, si trova la Basilica dello Spirito Santo. Edificata come piccola chiesa nel 1562, sull’area in cui insisteva il palazzo del duca di Monteleone, tra il 1572 e il 1576 fu oggetto di ampliamento. Nuovi lavori iniziarono nel 1758, su un progetto di Mario Gioffredo scelto da Luigi Vanvitelli: il progetto prevedeva, tra l’altro, la costruzione di una cupola più alta in grado di illuminare la navata. I lavori vennero ultimati nel 1775; l’edificio, infatti, è rilevato nella mappa del duca di Noja dello stesso anno.

La facciata

L’esterno dell’edificio si caratterizza per una facciata imponente, da cui si eleva una delle cupole più grandi della città.

L’interno

Al suo interno la Basilica si sviluppa su un’unica navata, lunga 80 metri, con dieci cappelle laterali, cinque per lato. Le cappelle custodiscono, al loro interno, opere della scuola napoletana del Sei-Settecento.

Alla destra e alla sinistra dell’ingresso sono collocati due monumenti funebri, ad Ambrogio Salvio e a Paolo Spinelli, entrambi opera di Michelangelo Naccherino.

La navata e la cupola sono spoglie di elementi decorativi. Lungo la navata fanno bella mostra di sé, le imponenti colonne corinzie di stile vanvitelliano.

La zona presbiteriale si compone di un altare maggiore, che presenta decorazioni scultoree di Paolo Persico e alle cui spalle si trova una tela raffigurante la Pentecoste.

Il conservatorio dello Spirito Santo

Un tempo annesso alla Basilica, questo Palazzo venne costruito nella metà del XVI secolo per ospitare le fanciulle povere. Nel corso dei secoli venne più volte rimaneggiato: nel 1590 vi fu istituita una cassa depositi e nel 1629 una cassa di pegni.

Ricostruito completamente nel 1960 da Marcello Canino, conserva il portale in stile barocco.

L’oratorio della confraternita dei Bianchi dello Spirito Santo

Accanto alla Basilica si trova l’oratorio della confraternita dei Bianchi dello Spirito Santo, realizzato nella metà del XVI secolo dalla Real Compagnia ed Arciconfraternita dei Bianchi dello Spirito Santo, tra le più antiche confraternite di Napoli. Al tempo di edificazione della Basilica, dunque, l’oratorio esisteva già. Al tempo, infatti, la nuova costruzione era una piccola chiesa annessa a due conservatori, uno di proprietà della confraternita dei Bianchi dello Spirito Santo e l’altro a quella dei Verdi. Quando la nuova struttura venne ampliata, lo spazio dei due conservatori venne inglobato nella Basilica, lasciando visibile solo l’oratorio della confraternita dei Bianchi dello Spirito Santo.

Al suo interno si trovano pregiate tele della scuola napoletana del XVIII secolo, degli altari in marmo e due tavole del XVI secolo. La collezione degli argenti dell’Arciconfraternita è in mostra permanente presso il Pio Monte della Misericordia.

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