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Palazzo del Quirinale

La storia

Il palazzo del Quirinale fu costruito a partire dal 1583 sull’omonimo colle romano, per volere di Papa Gregorio XIII Boncompagni, come luogo di soggiorno del Pontefice, che durante l’estate vi avrebbe trovato un’aria più salubre rispetto a quella malarica che si respirava in Vaticano durante i mesi estivi.

Residenza dei Papi dal 1583 al 1870, poi dei Re d’Italia dal 1870 al 1946, infine del Presidente della Repubblica Italiana, sin dalla sua costruzione, è stata la sede del potere politico, il luogo fisico associato, nell’immaginario collettivo, al concetto latino di auctoritas. È uno dei palazzi più grandi al mondo, con un’estensione di più di 100.000 metri quadrati, realizzati nel corso di più di quattro secoli, sulle rovine romane del colle più alto di Roma, con l’apporto di innumerevoli artisti che hanno stratificato le loro opere, fino a rendere armonioso ed organico l’intero complesso, che oggi è possibile ammirare sia al suo interno (http://palazzo.quirinale.it/visitapalazzo/percorsi.html#p1 ) che nei suoi meravigliosi giardini (http://palazzo.quirinale.it/visitapalazzo/percorsi.html#p2 ).

Già il Cardinale Ippolito d’Este aveva fatto trasformare da Ottaviano Mascherino (o Mascarino) la vecchia vigna, che il Cardinale napoletano Oliviero Carafa gli aveva affittato sul Quirinale, in un giardino rinascimentale, ornato di statue classiche, frutto di ritrovamenti, e di fontane con giochi d’acqua.

L’ameno sito fu visitato più volte dal Pontefice Gregorio XIII, che vi intraprese importanti lavori a proprie spese, sotto la direzione e il progetto di Domenico Fontana. Nel 1587 il successore al Soglio di Pietro, Sisto V, fece acquistare il palazzetto dei Carafa alla Camera Apostolica, entrando così a far parte del patrimonio della Chiesa.

Al Quirinale, oltre al Mascherino e al Fontana, che sistemò anche la piazza antistante il palazzo, nel corso dei secoli vi lavorarono maestri come Francesco Borromini, Carlo Maderno, Pietro da Cortona, Giovanni Lanfranco, Antonio Carracci, Gian Lorenzo Bernini, Alessandro Specchi, Ferdinando Fuga e tanti altri bei nomi dell’arte italiana.

L’ultimo Re del Regno delle Due Sicilie, Francesco II di Borbone, e la sua regale consorte, la Regina Maria Sofia di Baviera, reduci entrambi dai duri lunghi mesi dell’assedio di Gaeta, giunsero a Roma, via Terracina, il 14 febbraio 1861. Papa Pio IX, ricambiando l’ospitalità ricevuta dai Borbone di Napoli nel 1849, durante il suo esilio nei mesi della Repubblica Romana, ospitò nel Palazzo del Quirinale i reali di Napoli, che vi restarono dal 1861 al 1862, per poi trasferirsi nell’avito Palazzo Farnese e proseguire il loro esilio romano fino al 1870.

La Sala dei Corazzieri

All’interno, superato lo scenografico cortile d’Onore e lo Scalone, si incontra la Sala dei Corazzieri, dove un tempo vi era la Sala Regia col trono pontificale. È la più vasta di tutto il palazzo, realizzata intorno al 1615 da Carlo Maderno. Il grande fregio, affrescato dal Lanfranco e altri, riproduce le ambascerie che rendono omaggio al Papa e alla Chiesa di Roma.

La Cappella Paolina

A seguire, la Cappella Paolina, realizzata sempre dal Maderno per volere di Paolo V Borghese, ha le stesse dimensioni della Cappella Sistina in Vaticano, con la quale avrebbe dovuto contendere la sede del Conclave, ma in realtà solo in quattro occasioni fu utilizzata a questo scopo.

Il soffitto barocco è a stucchi e oro, non osando rivaleggiare col Giudizio Universale di Michelangelo, riesce tuttavia a donare una particolare leggerezza a tutto l’ambiente. La domenica in questa cappella si tengono regolarmente concerti di musica classica, a cui si può assistere su prenotazione (http://palazzo.quirinale.it/concerti/concerti.html). Questo ci ricorda una curiosità: Mozart nel 1770, ricevuto dal Papa, fu nominato, proprio in una di queste sale, Cavaliere dello Speron d’Oro, una delle massime onorificenze pontificie.

La Sala degli specchi

La fuga di sale ci offre quella detta degli Specchi, voluta dai Savoia in stile Luigi V, a imitazione di quelle di Versailles. Oggi una delle sale di udienza del Presidente, un tempo sala da ballo. In molte sale, sulle consolles, troneggiano splendidi orologi d’epoca, il Quirinale può vantarne una delle più belle collezioni al mondo.

La Sala degli arazzi

Il nome stesso della Sala degli Arazzi, ci anticipa la presenza di scenografici arazzi delle arazzerie francesi di Lille, che rappresentano per lo più scene campestri. Oggi in questa sala si riunisce il Consiglio Supremo di Difesa Nazionale, presieduto dal Capo dello Stato.

La Biblioteca

La Biblioteca dell’ebanista Pietro Piffetti, un gioiello del rococò italiano, nacque per una villa della Regina Margherita e fu trasportata al Quirinale dal Piemonte.

La Sala delle Dame

Lo studio di Napoleone e la successiva Sala delle Dame sono un trionfo dell’arte neoclassica, dal pavimento di marmi policromi, agli stucchi e ai dipinti. In uno di essi, del Pelagi, si ritrae il Bonaparte sotto le sembianze di Cesare che detta i suoi Commentarii agli scribi. Il Palazzo, infatti, fu preparato per la venuta di Napoleone, ma gli eventi della storia non fecero mai realizzare questo sogno all’Imperatore dei Francesi.

I giardini del Quirinale

I giardini del Quirinale sono un trionfo di luce e di colore, di bianche sculture classiche sul fondo verde e di giochi d’acqua scaturiti delle fontane barocche, di sentieri labirintici e di altri scherzi dell’arte topiaria dei giardini all’italiana.

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