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Caiazzo

La storia

Il paese è adagiato su di un leggero altipiano, a cui fanno da cornice le catene appenniniche del Sannio. Il massiccio del Matese si vede non lontano, mentre vicinissimo scorre nella piana sottostante il fiume Volturno, già ingrossato dalla confluenza del fiume Calore. La natura che circonda il borgo medievale è rigogliosa e il paesaggio di ulivi e boschi di quercia e leccio risulta assai gradevole alla vista. Caratteristico è il castello medievale che domina il paese da un pendio ed è testimonianza di un passato notevole.

L’antica Caiatia, spesso confusa con la vicina Calatia (ovvero Maddaloni), ha infatti una storia antichissima, che risale ai popoli sanniti, colonizzatori di questo territorio prima dell’avvento dei Romani e della sua inclusione nell’orbe romano. Le iscrizioni in lingua osca, rinvenute su molte monete e frammenti lapidari, hanno dato conferma di questa antica origine sannitica di Caiazzo.

Dopo la sconfitta dei Sanniti, Caiatia divenne municipio romano, rimanendo fedele a Roma anche durante la seconda guerra punica, quando molte città dei dintorni di Capua si ammutinarono.

I Longobardi, intorno al IX secolo la dotarono di un maniero, e, da gastaldia, la elessero a contea del Principato di Capua e, nel X secolo, a sede vescovile.

La discesa dei Normanni e il seguito della dominazione Sveva videro Caiazzo infeudata ai Drengot. l’Imperatore Federico II, liberata Caiazzo dall’assedio delle milizie del Papa, vi soggiornò tanto per offrire alla tradizione l’opportunità di chiamare “Camera dell’Imperatore” una delle camere del castello, come si dice anche del passaggio di Pier delle Vigne al seguito dell’Imperatore. Con gli Angioini la terra caiatina fu ceduta alla famiglia provenzale dei Clignette, per poi ricadere nella casa dei Sanseverino, per via del matrimonio di Margherita de Clignette, erede della contea di Caiazzo, con Tommaso III Sanseverino Conte di Marsico.

Sotto gli Aragonesi la storia di Caiazzo ha potuto offrire un maggiore romanticismo. Si narra, infatti, che Alfonso d’Aragona, reduce dalle battute di caccia nei boschi vicini, a cui era solito andare, incontrasse nel castello la sua celebre amante, la bella Lucrezia d’Alagno, con il cui nome il castello è anche conosciuto.

I Sanseverino, privati per qualche tempo della contea caiatina, per via delle loro simpatie angioine, ne ritornarono in possesso con Roberto Sanseverino, celebre capitano di ventura, per poi riperderla nuovamente qualche generazione dopo, nel 1527, per via della loro faziosità filo-francese. Durante il periodo vicereale la contea di Caiazzo ebbe anche altri feudatari delle famiglie Pignatelli, de Rossi, de Capua e in ultimo dei Corsi di Firenze fino all’abolizione della feudalità (1806).

Nell’800 molti caiatini furono attratti dalla cospirazione e aderirono alla Carboneria, riunendosi segretamente nell’ex Convento dei Cappuccini.

Nelle giornate del 19 e 21 settembre del 1860, durante le fasi della Battaglia del Volturno, l’esercito borbonico, comandato dal generale Ritucci e alla presenza del Re Francesco II di Borbone e dei suoi fratelli, conseguì, proprio a Caiazzo, una significativa affermazione sull’esercito garibaldino. Il 22 ottobre dello stesso anno entrarono a Caiazzo le truppe piemontesi, prendendo possesso del paese.

Il 13 ottobre del 1943, durante la seconda guerra mondiale, Caiazzo fu tragico teatro di una orrenda strage nazista, ancora viva nella memoria di molti anziani.

Il castello

Il castello occupa il punto più alto della collina, con un circuito a forma quadrangolare, rinforzato da tre torri tonde negli angoli e da una torre quadrata nell’angolo nord-est. L’accesso, che avviene da due ingressi, immette in un vasto cortile, sul quale si affacciano altri corpi di fabbrica. Fra questi corpi quello più interessante è certamente la Chiesa di Santa Maria a Castello.

La Cattedrale dell’Assunta

La Cattedrale dell’Assunta risale al V secolo, ma l’ impianto attuale è cinquecentesco. Lo stile della facciata, invece, è tardo-barocco e risale alla seconda metà del ‘700, ad opera dell’architetto Nicola Tagliacozzi Canale. L’interno è a tre navate, divise da pilastri.

Prodotti tipici

Tra i prodotti locali figura il vino Pallagrello https://www.corrierece.it/notizie-cronaca/2012/10/19/caiazzo-il-vino-dei-borbone-i.html , che continua a Caiazzo la tradizione di questo vitigno bianco e nero fatto impiantare, secondo la tradizione, nella vicina San Leucio dai Borbone.

Musei

Interessanti sono il museo Diocesano http://it.cathopedia.org/wiki/Museo_Diocesano_di_Caiazzo , all’interno del Palazzo Vescovile, con pregevoli dipinti e sculture provenienti da varie chiese della diocesi; e il Museo Kere della cultura contadina e delle tradizioni popolari, ospitato nelle sale del quattrocentesco palazzo Mazziotti, già Mirto Frangipane.

https://sistemamusealeterradilavoro.it/?venue=museo-kere

Eventi

Numerosi sono gli eventi culturali e folkloristici a sfondo borbonico che si organizzano nel paese. https://www.clarusonline.it/2016/12/11/a-caiazzo-i-festival-globalart-international-art-e-carlo-i-borbone/

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