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San Leucio

La storia

San Leucio è una frazione del comune di Caserta, a mezza costa del monte Tifata, con una splendida vista su tutta la valle casertana, da cui l’occhio può spingersi, nelle giornate particolarmente terse, sino al golfo di Napoli e all’isola di Capri.

Già nel XVII secolo gli Acquaviva d’Aragona, Conti di Caserta, avevano costruito un palazzo al Belvedere di San Leucio, poi passato in eredità ai Gaetani di Sermoneta. Carlo di Borbone, nel suo faraonico progetto politico-architettonico, che portò alla realizzazione della Reggia di Caserta, previde anche l’acquisto dai Gaetani del Belvedere e di tutto il bosco circostante.

Ferdinando IV, succeduto al padre, frequentò molto questo luogo, essendo molto ricco di selvaggina, e nel 1773 decise la costruzione di un comodo casino di caccia, che frequentò fino al 1784, quando vi trovò morte immatura il figlio Carlo Tito, erede al trono. Ferdinando, assai addolorato per il tragico evento e risoluto nel non voler più tornare in quella dimora, decise di trasformarla, impiantandovi una delle più prestigiose manifatture reali, specializzata nella produzione e lavorazione della seta: nacque così la Colonia serica di San Leucio.

Nell’ottobre del 1860, nelle giornate della Battaglia del Volturno, durante il Risorgimento, a San Leucio, gli avamposti delle truppe garibaldine acquartierate a Caserta, si scontrarono con l’esercito borbonico, mentre, ai piedi del vicino Monte Tifata, si consumava una cruenta reazione da parte di alcuni contadini, capeggiati da nobili locali rimasti fedeli ai Borbone.

La Colonia serica di San Leucio

I lavori al Palazzo del Belvedere, come anche la sistemazione delle pertinenze circostanti (i padiglioni industriali, la Vaccheria, ecc.), furono affidati al regio architetto Francesco Collecini, erede del Vanvitelli. Si svilupparono le dimensioni e si accrebbero il fasto e la magnificenza del vecchio casino dei Gaetani, aggiungendosi nuovi eleganti corpi di fabbrica.

Ma l’ambizioso progetto del sovrano non si limitava alla costruzione degli edifici industriali, bensì prevedeva anche la nascita di una vera e propria colonia di operai, costituiti in comunità e accolti con tutte le loro famiglie. Anzi, si arrivò a disegnare un vero e proprio borgo, a forma radiale, con al centro la piazza della seta, che si sarebbe dovuto chiamare Ferdinandopoli. Se la città ideale della seta non venne mai realizzata, a causa delle contingenze della storia, nacque però la Colonia di San Leucio, che fu un modello unico al Mondo, non solo per il prestigio che assunsero le sue sete e i suoi broccati, che andarono col tempo ad adornare i palazzi reali e presidenziali di mezza Europa e America (Buckingham Palace, Palazzo del Quirinale, Vaticano, Reggia di Caserta, Casa Bianca, ecc), ma ancor più per lo spirito illuministico a cui il dispotismo dell’epoca ferdinandea seppe attingere, nell’opera di organizzazione e regolamentazione di questa istituzione.

Il Palazzo del Belvedere

Al Palazzo del Belvedere si accede attraversando il bel portale settecentesco, con lo stemma borbonico in cima, che porta all’elegante scalone neoclassico a doppia rampa. All’interno, tra le sale affrescate da Fedele Fischetti, vi è il Museo della Seta, in cui si conservano tutt’oggi gli attrezzi per la trasformazione dei bozzoli in filati e gli antichi telai in legno per la loro tessitura http://www.eptcaserta.it/visitare-seteria-reale-di-san-leucio/

La Vaccheria

Oltre ai quartieri San Ferdinando e San Carlo, interessante è anche tutto il quartiere Vaccheria, che visse il radicale cambio di destinazione di buona parte dei suoi edifici, convertiti all’industria serica dopo la morte del figlio del re, Carlo Tito. Abbandonato il Casino Vecchio, dopo il luttuoso evento, nell’antico edificio della Vaccheria, un tempo adibita all’allevamento delle vacche sarde, e che diede il nome all’intero quartiere, dal 1776 si stabilì la manifattura dei veli di seta, diretta dal maestro tessitore Francesco Brudetti. Così come la Canetteria, un tempo per il ricovero dei cani da caccia, si trasformò in alloggio degli operai serici. L’opera venne affidata al Collecini, autore anche della chiesa del quartiere, che Ferdinando IV volle costruire a proprie spese, dedicandola a Santa Maria delle Grazie, dall’elegante e imponente facciata, rivisitazione ottocentesca dello stile normanno-svevo siciliano.

Eventi e manifestazioni

Nei mesi estivi a San Leucio si svolge ogni anno il Leuciana Festival, manifestazione culturale che gode della splendida cornice del Palazzo del Belvedere, con musica, arte, cinema, mostre, degustazioni di prodotti eno-gastronomici e tanto altro.

(http://www.comune.caserta.it/archivio10_notizie-e-comunicati_0_501_12_1.html )

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